In questi mesi, abbiamo saputo che l’Isis, il nuovo “mostro” che insidia l’umanità, ha reclutato molti giovani sul web, ed anche all’interno delle società sportive di tanti Paesi del mondo.
Abbiamo saputo che l’Isis punta su Roma, sul Vaticano, sul nostro amatissimo Papa Francesco, che tanti sarebbero disposti a difendere, se solo subisse un
Discutete, e discutiamo, quanto si vuole, un personaggio come Beppe Grillo, ma non ci siamo posti tutti la sua domanda: «E se Roma fosse stata invasa dall’Isis, invece che dagli hooligans del Feyenoord?».
Grazie a Dio, lo sport non è unicamente un bacino di reclutamento per terroristi che usano Allah, Maometto e il Corano per legittimarsi, ma resta un simbolo positivo.
L’illusione del gioco
Durante il lungo assedio delle milizie islamiche dell’Isis, i mille bambini di Kobane, cittadina siriana curda, hanno cercato distrazione e svago alle prese con palloni di stracci.
È uno scenario che ci ricorda come noi stessi eravamo, perché, nei momenti più atroci della guerra e della miseria, sono sempre stati gli stracci, messi insieme, a regalare ai meno fortunati l’illusione di un pallone da calciare.
A Kobane abitavano 100 mila persone, ma solo in 7 mila hanno scelto di rimanere, fra le quali proprio 1000 bambini, perché tutti gli altri hanno varcato il confine con la Turchia.
Ed è terribile, a poche centinaia di metri da questo confine, vedere un campo di calcio vuoto, perché è troppo pericoloso superare quel limite. E così la visione è un emblema, un miraggio, e un sogno di libertà.
LA SCHEDA
Lo Stato del terrore
L’IS (Stato Islamico) o ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e della Siria), che dir si voglia, è un gruppo terrorista islamista attivo, in particolar modo, appunto in Iraq e Siria. È guidato da Abu Bakr al-Baghdadi, che ha proclamato nel 2014 la nascita di un califfato che comprende i territori caduti sotto il suo controllo. Oltre a vaste porzioni dei territori iracheni e siriani, sua roccaforte, l’ISIS si è diffuso in altre regioni a macchia di leopardo (Libia, la regione egiziana del Sinai).
L’ISIS ha una visione dell’islam integralista e anti-occidentale, lo promuove in modo violento e considera coloro che interpretano il Corano in modo diverso da loro dei nemici da eliminare con qualsiasi mezzo.
Nei suoi territori, impone regole restrittive. Tra le tante: le donne devono indossare veli e tuniche, e non possono uscire di casa da sole; è vietato ascoltare musica; non si devono mettere manichini nelle vetrine dei negozi; e si potrebbe continuare.
©Mondo Erre - Carlo Nesti
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