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domenica 14 giugno 2015

Lorenzo 30 e lode


È un disco colorato, vivace, pieno di parole, pensieri e suoni. È il nuovo album di Lorenzo Jovanotti Cherubini e s’intitola Lorenzo 2015 cc. Racconta perfettamente chi è Lorenzo oggi, rapper snobbato dalla critica all’inizio di carriera e diventato ora uno dei grandi nomi della musica italiana. Ogni suo disco è un evento, come questo, che contiene ben 30 canzoni suddivise in due cd. Presto Lorenzo le porterà in tour, con una serie di concerti negli stadi pensati come una grande festa. Nell’attesa, ecco cosa ci ha raccontato.
 

L’intervista

Com’è nato questo disco?lorenzo
Da una brutta polmonite. Nel 2013 ho fatto una serie di concerti negli stadi: un’esperienza meravigliosa, che può far girare la testa avendo davanti una marea di persone lì per te. È stata un’emozione enorme, qualcosa che mi ha fatto pensare che devo fare sempre meglio. Perché io non credo al motto “sii te stesso”: no, per me è “sii migliore di te stesso”.
Tutti noi abbiamo paure, paranoie, pensieri… Forse è meglio prendere qualcuno come esempio e cercare di seguirlo, per migliorarci. Dunque, scrivere questo disco è stato un viaggio sulle montagne russe!
 
Siamo rimasti alla fine dei concerti del 2013: poi?
Dopo un tour ti senti benissimo, sei gasato, pensi di poter conquistare il mondo. Poi il tempo passa, e tu rifletti sul fatto che hai quasi 50 anni (ne ha 48, nda), dove pensi di andare… A quel punto, sono partito per fare altri concerti in Sud America: grande esperienza anche quella. Viene quindi il momento di fare il nuovo disco, mi becco una polmonite e sto malissimo. Dopo 10 giorni mi hanno rimesso in piedi, ed è iniziato il viaggio che ha portato alla nascita di queste nuove canzoni: avevo una gran voglia di scriverle. E l’ho fatto, cambiando idea, confrontandomi con il produttore, anche rifacendo tutto da zero.
 
Il disco lo hai registrato tra Cortona, la tua città, Milano, New York e Parigi; realtà radicalmente diverse tra loro.
Tutte stimolanti, Cortona compresa (in Toscana, nda). La provincia non è isolamento: oggi puoi connetterti con il mondo, tenerti aggiornato. E poi è una città bellissima e io ci sto bene.
 
Nell’album ci sono molti ospiti e 30 brani: cosa vuoi comunicare al tuo pubblico?
lorenzoLa mia idea è semplice. Vorrei che le mie canzoni svegliassero le persone con un sorriso, che chi le ascolta le canticchiasse e le ballasse. Con naturalezza. Le ho pensate per questo. Alla fine, è venuto fuori un disco di brani sfornati caldi, cioè non fatti e rifatti: spesso sono stati registrati in diretta mentre li suonavamo.
Ho avuto dei musicisti fenomenali con me, che hanno benedetto le mie canzoni con la loro grande musica. Da questo punto di vista, posso definirlo un disco rock’n’roll, perché è stato fatto con uno spirito totalmente libero, slegato dalle mode musicali e dagli stili.
 
30 canzoni sono tante: come mai hai deciso di inserirle tutte?
Perché quando sento che una canzone è finita e funziona, penso che non abbia senso tenermela lì nel cassetto. Devo buttarla fuori. 30 sono tante, ed è per questo che nel cd si trova del rock, del funk (cioè la musica che si balla), del cantautorato. Ma non preoccupiamoci di quanti brani ci sono, ormai un album non è più un supporto fisico ma è un cloud (letteralmente una “nuvola”, uno spazio sul web, nda), qualcosa di immateriale.
 
Come mai hai scelto come foto di copertina un tuo ritratto con una pettorina da motociclista?
È una dichiarazione di fragilità: la pettorina te la metti per proteggerti. Io ho bisogno di protezione perché le mie idee cambiano, sono attaccabile, sono fragile. A parte questo, tutta la grafica ricorda il mondo delle moto: l’idea mi è scaturita un giorno che mi sono fermato davanti a un negozio di accessori per motociclisti.
 
Parliamo del tour che ti attende nei mesi estivi.lorenzo
Torno negli stadi, tre serate a San Siro: una cosa da pazzi! Questi concerti in realtà sono stati decisi prima ancora di aver finito il disco. A me la cosa ha messo addosso una certa agitazione, perché pensavo cosa sarebbe successo se non avessi portato a termine l’album. Fa niente, mi rispondeva l’organizzatore dei concerti: tu sei Jovanotti, la gente viene a vederti per cantare tutte le tue canzoni più amate. Sì, però io sentivo lo stesso una grande pressione, che scaricavo sul parafulmine di casa: mia moglie.
 
Hai già pensato a cosa farai sul palco?
Ci sto pensando. Voglio una grande festa popolare. Credo che del disco nuovo canterò 5, al massimo 6 canzoni e lascerò spazio a quelle degli album precedenti. Poi credo che organizzerò dei dj set prima del concerto, perché la gente balli: mi piacerebbe scovare qualche dj sconosciuto.
© Francesca Binfarè-Mondo Erre
 

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