Istintivamente verrebbe da considerare come giusto, dopo decenni di dittatura del calcio, il fatto che altre discipline siano messe sullo stesso piano del football.
Saranno l’atletica leggera, la pallavolo e la pallacanestro, infatti, a usufruire di contributi molto maggiori da parte del Coni, e l’atletica leggera deve elevarsi, per diritto storico, a r
Inoltre, il calcio potrebbe essere autosufficiente, producendo 2 miliardi di euro all'anno, con un indotto che arriva a 6 e forse di più.
È altrettanto vero, però, che passare, dal 2011, da 80 milioni a 40 milioni, la metà, a favore del football, appare esagerato e ingrato, visto che dal 1948 al 2003, quando la schedina del Totocalcio era l'unica fonte di sostentamento del Coni, il calcio ha finanziato l'intero movimento agonistico italiano, garantendoci 422 medaglie olimpiche.
Qui le cifre sono eloquenti: 18 miliardi di euro del football al servizio di tutte le discipline, e altrettanti 18 miliardi di euro del calcio versati allo Stato sotto forma di tasse.
Lo sport nella scuola
Credo che il vero problema sia un altro, e continua ad essere dribblato, come solo i Pelé e i Maradona avrebbero saputo fare sul campo.
Noi dobbiamo assicurare una cultura sportiva, che non c'è, al nostro Paese, ai nostri bambini, perché imparino valori di base etici e cristiani, che tanti genitori hanno dimenticato.
Siamo, tristemente, il fanalino di coda europeo, e un reale progetto, che faccia entrare l’educazione fisica nella scuola dalla porta principale, e non dall'ingresso di servizio, viene purtroppo continuamente rimandato.
Perché non accontentare il presidente del Coni Malagò, che chiede lo smistamento al Coni dei soldi destinati dallo Stato allo sport nella scuola? Sicuramente, agirebbe molto meglio di quanto avviene oggi.
LA SCHEDA
Il presidente giocatore
Giovanni Malagò è nato a Roma il 13 marzo 1959. Da giovane, ha praticato Calcio a 5, vincendo 3 scudetti con la Roma RCB e 4 Coppe Italia (2 conquistate con il Circolo Canottieri Aniene).
Imprenditore, come dirigente sportivo si è occupato di nuoto, tennis e calcio. Nel 2000 inizia la sua attività nel CONI, organizzando anche vari appuntamenti di risonanza internazionale svolti in Italia, come il campionato europeo di volley e il campionato mondiale di nuoto. Nel 2013 è diventato presidente del CONI.
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