Due ore e quaranta minuti adrenalinici, con strabilianti effetti speciali e sequenze d’azione mozzafiato. È quanto promette e mantiene il ritorno del team di supereroi più potente mai visto finora sul grande schermo nel film Avengers: Age of Ultron.
Per riuscirci, non si è badato a spese e la produzione ha investito oltre 250 milioni di dollari, una cifra da far girare la testa. Numeri che si giustificano guardando l’incasso ottenuto con la precedente pellicola, The Avengers, uscita nel 2012: un miliardo e mezzo di dollari, che ha fatto volare la squadra di supereroi al terzo
Si capisce dunque bene lo sforzo economico fatto per riportare sul set il cast stellare del precedente cinecomic e condirlo di ogni sorta di meraviglia tecnologica e grafica computerizzata per far spalancare gli occhi di sorpresa agli spettatori.
E così, anche in questo secondo “capitolo”, ritroviamo Robert Downey Jr. con indosso l’armatura high-tech di Iron Man, Chris Hemsworth a far roteare il martello di Thor, Mark Ruffalo nel “gigante verde” Hulk e Chris Evans dietro lo scudo di Captain America. La supersquadra si completa con Scarlett Johanson e Jeremy Renner, rispettivamente l’abile combattente Vedova Nera e l’infallibile arciere Occhio di Falco. A loro, si affiancano Don Cheadle (War Machine) e Cobie Smulders (l’agente Maria Hill).
L’androide ribelle
Il supergruppo dei Vendicatori (Avengers tradotto in italiano) questa volta deve vedersela con un temibile avversario creato dallo scienziato Tony Stark, alias Iron Man: il suo nome è Ultron. Glaciale androide, è stato progettato per proteggere la Terra e guidare l’Iron Legion, un esercito di droni costruiti per difendere il pianeta.
Il buon Stark, però, ha dotato Ultron di un’intelligenza artificiale così sofisticata che presto si convince di una cosa: che sulla
Gli Avengers sono così costretti a riunirsi per arginare Ultron. Dotato di poteri eccezionali, privo di sentimenti, lo spietato androide ingaggia così una guerra che non risparmia alcun colpo. Come se non bastasse, compaiono sulla scena alcuni nuovi personaggi misteriosi e potenti: sono i gemelli mutanti Pietro e Wanda Maximoff, figli di Magneto, meglio noti come Quicksilver, capace di correre a velocità supersonica, e Scarlet Witch, dotata di poteri telepatici e ipnotici; e poi Visione, androide creato da Ultron.
Tra micidiali duelli e scontri epici, riusciranno i nostri supereroi a fermare il malvagio Ultron?
Un cast di star
A dirigere Avengers: Age of Ultron ci ha pensato di nuovo il regista Joss Whedon, che aveva già firmato il precedente film, concretizzando un’idea che gli circolava nella testa fin dalla prima pellicola. «Mentre giravo The Avengers – ricorda – mi ero detto che se mai avessi diretto il suo sequel la trama si sarebbe basata sul personaggio di Ultron. È una figura che mi ha sempre affascinato, un cattivo stimolante da portare sullo schermo, diventato un’icona nei fumetti».
Dietro la maschera di Ultron il regista ha voluto l’eccellente attore James Spader. «L’importante, in questi casi, quando il tuo volto è nascosto, è riuscire a dare spessore al personaggio con la voce, con le sue inflessioni, con le variazioni timbriche. Per questo ho scelto James, che è stato eccezionale: la sua voce è ipnotica, calma, impone rispetto, ma anche capace di colorarla di ironia».
Il set non è mai stato affollato come questa volta. Conferma Mark Ruffalo: «Abbiamo molte sequenze insieme come gruppo, molte di più del primo film, e questo aggiunge spettacolarità alle scene». Aggiunge Robert Downey Jr.: «Il livello si è alzato e ci sono alcuni cambiamenti che rendono questa avventura un po’ diversa dagli altri cinecomic. Il finale, poi, mi ha dato i brividi, è un colpo a sorpresa che ovviamente non rivelerò». Un’opinione condivisa anche da Chris Hemsworth: «La storia è stata ampliata in modo intelligente. Ogni personaggio ha il suo spazio, c’è molto equilibrio, cosa non facile da realizzare».
Sul set, tutto è filato liscio. «È un grosso vantaggio lavorare con un cast che si conosce bene – racconta Whedon – . S’instaura un rapporto di complicità e di fiducia, ognuno può dire la propria opinione e dal confronto nasce sempre qualcosa di buono, soprattutto quando si ha disposizione attori così bravi».
Girato soprattutto in Inghilterra, ma anche in Corea del Sud, Bangladesh e dalle nostre parti, in Val D’Aosta, al castello di Bard, Avengers: Age of Ultron ovviamente non finisce qui. La squadra di supereroi è già prenotata per il futuro appuntamento di Avengers: Infinity War, diviso in due film programmati per il 2018 e il 2019. Nel frattempo, vediamo come i Vendicatori se la cavano con Ultron.
©Mondo Erre - Claudio Facchetti
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