C’è aria di famiglia e di amicizia in casa Sheppard , come d’altra parte rivela la loro formazione: due sorelle, un fratello e tre amici. Arrivano da lontano, dall’Australia, ma sono volati nel mondo sulle ali del singolo Geronimo, che abbiamo ascoltato, con piacere, in tutte le salse (radio, show televisivi, pubblicità): funziona, è simpatico e resta in testa. È un tormentone, insomma.
Non che gli Sheppard siano comparsi dal nulla: hanno pubblicato già diversi singoli e un ep (un disco con una manciata di brani), finché appunto Geronimo non li ha portati sotto i riflettori internazionali. Adesso è arrivato il loro cd, Bombs away, che ci ha dato l’occasione di incontrarli.
L’intervista
Chi è Geronimo?
Geronimo è un’espressione che usiamo in Australia e per la verità si sente anche in molti film: viene urlata di solito quando si fa qualcosa di coraggioso. E infatti, la canzone incita proprio ad avere coraggio.
Il successo è esploso in maniera travolgente, per voi…
Sì, ma tutto questo non succede con uno schiocco di dita. Dal 2009 facciamo la nostra musica, suonando nei locali di Brisbane (città dell’Australia n.d.r.). Poi è vero che Geronimo è andata molto bene e dato slancio alla nostra carriera.
Com’è cambiata la vostra vita da quando siete diventati famosi?
Adesso si
amo molto più impegnati. Noi, però, abbiamo impiegato anni per arrivare a questo punto con tanto impegno e lavorando sodo. Non sapevamo cosa sarebbe accaduto: non c’era nessuna garanzia di riuscita, quindi adesso siamo felici per tutto quello che stiamo vivendo.
Vi siete mai domandati qual è il segreto del successo di Geronimo?
Noi crediamo di fare musica per tutti. Pensiamo che Geronimo sia piaciuta perché è divertente, accattivante e fresca. E comunque è fantastico quando le persone ti dicono che le tue canzoni funzionano!
Siete in sei: come nascono i brani?
Uno o due di noi di solito arrivano con la chitarra in mano e una melodia in testa. L’abbozzo viene proposto agli altri e finiamo il lavoro in gruppo, ma non possiamo generalizzare perché ogni canzone è diversa dalle altre. Ad esempio, Geronimo l’abbiamo scritta in due ore, tutti insieme.
Siete cresciuti tra Australia e Papua Nuova Guinea: la musica tradizionale di queste terre vi influenza in qualche modo?
Essere cresciuti in Papua certamente ci ha influenzati, però la nostra musica non risente in maniera particolare di sonorità etniche. Le venature folk che possiamo avere derivano dalla musica country che ascoltava papà e che quindi abbiamo
imparato a conoscere anche noi.
Avete un look che si fa notare: quanto conta l’aspetto per la vostra band?
Si fa spettacolo anche con il look. Pensiamo che si debba avere un’immagine originale così come è necessario trovare un sound originale. Indossiamo quello che ci piace e pensiamo che funzioni.
Siete presenti su Facebook e Twitter: come gestite i contatti con i fan?
Twitter è uno strumento divertente, ma abbiamo dovuto imparare il suo linguaggio: all’inizio, quando non lo capisci, sei frustrato ma poi comprendi come funziona e ingrani. È un ottimo modo per restare in contatto con i fan, ma in Australia Facebook resta il social media più popolare. Onestamente ci divertiamo a usare il web, ma a volte non capiamo i commenti negativi che arrivano sulla nostra musica. Se no
n ti piace, cosa fai sulla nostra pagina?
Non pensate che con un rapporto così continuo con il pubblico faccia perdere a un artista un po’ del suo mistero?
Dipende da chi sei, alcune band non vogliono affatto essere misteriose. A molte persone piace che si risponda ai loro commenti, esattamente come vogliono passare del tempo con noi dopo gli show. In ogni caso, anche quello sui social è un legame vero: riconosciamo i fan quando li vediamo ai concerti perché li abbiamo visti già su Twitter.
© Francesca Binfarè-Mondo Erre
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